© 2015 by Partito Democratico Circolo di Omegna Cusio. Proudly created with Wix.com

La legge elettorale e noi

April 22, 2015

 

Alessandro Rondinelli risponde a Marco Travaglini sul tema della Legge Elettorale.

 

Qui e in calce il testo di Marco Travaglini:

http://www.pluraledemocratico.com/#!La-legge-elettorale-e-noi/cjds/553217650cf2251855a5bf90

 

Per onesta intellettuale, non credo si possano evidenziare in maniera marginale le migliorie apportate al attuale proposta di legge, ottenute anche grazie al contributo della minoranza DEM, questo perché credo che le stesse, abbiano portato a miglioramenti importanti, come la modifica delle soglie di sbarramento ed il riconoscimento sulla parità di genere.

 

Diversamente, le obbiezioni emerse in questi giorni, credo che NON siano marginali ma strumentali e qui di seguito avrò modo di spiegare il mio punto di vista, per ora, mi limito ad evidenziare come a fronte dei molti pareri costituzionali contrari alla proposta di legge, se ne potrebbero trovare altrettanti favorevoli e che la cosa più incomprensibile, sia quella di vedere come ad una parte della minoranza DEM, basti la possibile mediazione sulla riforma del Senato (che per altro ritengo necessaria), per fugare tutti i dubbi costituzionali avuti fino ad oggi.

 

Il tema delle preferenze lo reputo strumentale e sbagliato, storicamente i Partiti hanno sempre scelto i propri candidati e la cosa personalmente non la ritengo sbagliata, in passato, con la logica dei listini bloccati o la scelta delle candidature da parte dei Partiti, abbiamo dato l'opportunità al paese di poter avere Compagni ed amici dall'indubbio valore aggiunto in ruoli chiave; inoltre, se analizziamo cosa a volte hanno portato le preferenze (ad esempio nelle Regioni), notiamo che ci sono esempi deplorevoli ... Uno su tutti "Batman Fiorito & C."  

 

Sull'apparentamento al ballottaggio non voglio dilungarmi troppo, perché oltre a dare una spinta importante al bipolarismo ed alla governabilità che tutti hanno sempre detto di volere, l’introduzione del ballottaggio sarebbe una vittoria storica per il Centro Sinistra ed oggi, è a portata di mano.

 

Le richieste di ulteriori modifiche da parte della minoranza DEM, testimoniano un “gioco” al continuo rialzo che deve arrivare ad un dunque. 

 

All’inizio di questo percorso si indicavano poche modifiche che avrebbero portato alla risoluzione finale, ora, credo che una buona mediazione si sia trovata e che si debba chiudere.

 

La legge perfetta non si farà mai e quella proposta è un ottimo compromesso, inoltre, ritengo che non si possa più perdere tempo su un tema che certifica costantemente l'incapacità della politica di fare il proprio mestiere.      

 

Nonostante le numerose critiche che io per primo faccio al Nostro Premier, ritengo che una delle sua qualità maggiori, sia quella che i suoi nemici gli continuano a negare, quella del FARE. 

 

Il Paese chiede riforme e capacità di decidere, questo Governo è sul pezzo, contrariamente ad esempio al Governo Letta, che per quanto sia deplorevole il modo in cui è stato fatto cadere, aveva l'obiettivo di accontentare tutti e per questo si infilò in un vicolo cieco.   

 

Tutto questo in realtà, credo che evidenzi le divisioni interne al Partito, che contrariamente al passato, dove la minoranza faceva massa critica dall'interno incidendo poco in termini numerici (io l'ho sempre vissuta in prima persona), la minoranza attuale, che per altro in passato è sempre stata maggioranza (analizzando i dirigenti nazionali di riferimento), non accetta questa nuova posizione, interrogandosi ogni giorno sulla possibilità di andare alla rottura.

 

Personalmente, credo che l’unica strada corretta da parte di tutti dovrà essere quella di continuare a far crescere un Partito plurale, facendo massa critica dall’interno e nella medesima famiglia, portando quel valore aggiunto che è linfa vitale per il PD.

 

Un saluto 

 

Alessandro Rondinelli

 

----------------------

La legge elettorale e noi

(di Marco Travaglini) 16 aprile 2015

 

L'assemblea del gruppo Pd alla Camera ha approvato all'unanimità la linea del premier Matteo Renzisulla legge elettorale: avanti senza modifiche al testo. Al momento del voto arrivato nella notte però, la minoranza non ha partecipato: su 310 componenti del gruppo, i sì sono stati 190. Il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, esprimendo le ragioni del dissenso, ha rimesso il suo mandato. Gianni Cuperlo a quel punto ha proposto una sospensione della riunione, proposta che è stata messa ai voti e bocciata a maggioranza. Ora, dopo il 25 aprile, si andrà in aula. Credo sia opportuno fare alcune considerazioni. E' vero che questa legge elettorale recepisce alcune richieste avanzate dalla minoranza oltre un anno fa. E  nessuno nega che una legeg elettorale vada approvata, e in fretta. Restano aperte però due questioni che non sono di lana caprina, più volte richiamate nella loro criticità anche da autorevoli giuristi e costituzionalisti di diverso orientamento.

 

Da un lato il fatto che avremo un Parlamento (tra Camera e Senato) composto per la maggioranza di "nominati" venendo meno a una delle raccomandazioni della Corte Costituzionale nella sentenza con cui ha bocciato il Porcellum. Dall'altro l'assenza di apparentamento al ballottaggio che rischia concretamente di assegnare un premio di maggioranza smisurato e tale da invalidare il principio della rappresentatività (e anche su questo la Consulta ha speso parole chiare). Per fare un esempio, una forza che va al ballottaggio col 20% dei voti al primo turno potrebbe vincere il secondo turno e ottenere 35 punti di premio (in seggi), cosa che - come dicono esperti e studiosi - non esiste in alcuna democrazia.

 

Esistono anche altri aspetti critici ma basterebbe correggere queste due cose (aumentando il numero dei collegi e consentendo l'apparentamento) per ottenere questi risultati: si miglioreremmo la legge, allargheremmo il campo di forze che in Parlamento si schiererebbe a suo sostegno (coinvolgendo anche alcuni gruppi dell'opposizione), uniremmo tutto il Pd che oggi è diviso e accelereremmo il percorso delle altre riforme (superamento del bicameralismo e riforma del Titolo V).

 

L'alternativa qual è? Votare questa legge senza ritocco alcuno e praticamente da soli? Cioè con la sola maggioranza di governo (e neppure a ranghi completi), un dissenso evidente nel Pd e tutte (sottolineo, tutte) le opposizioni su una frontiera di critica aspra per il merito e il metodo. Ci conviene? Conviene al clima e alla qualità della nostra democrazia?

 

Si sente ripetere che toccare il testo attuale equivale a istradarlo su un binario morto. Ma perché mai? Si capirebbe questo argomento se le elezioni fossero alle porte, ma la legislatura scade nel 2018 e noi potremmo approvare la legge elettorale definitivamente entro alcuni mesi.

 

Accelerare e chiudere la pratica qui e ora (magari ponendo la questione di fiducia) sarebbe il contrario di ciò che abbiamo sempre detto, come Pd: che le regole si scrivono assieme e poi ci si divide sulla politica. In questo caso, invece, produrremmo una ferita destinata a durare nel tempo con l'effetto di avvelenare il clima dentro e fuori il Parlamento e di attivare nei partiti di opposizione uno spirito di rivalsa teso unicamente a "restituire" la forzatura alla prima occasione utile.

 

Si sprecano anche gli appelli alla disciplina di gruppo e di partito, ma perché contrapporre quel principio (che, per inciso, dovrebbe valere sempre e per tutti: per dire anche quando la maggioranza dell'epoca decise di votare Franco Marini presidente della Repubblica. O no?) alla necessità di discutere sino all'ultimo le regole fondamentali della rappresentanza, della Costituzione, della competizione per il governo, dei pesi e contrappesi fondamentali in una democrazia matura?  In modo serio c’è chi ha provato e sta provando a fare questo. E' giusto? E' sbagliato?

 

Quello di cui sono convinto è che sia il modo più giusto e onesto per aiutare il partito a fare delle buone scelte. Se non sarà possibile bisognerà prenderne atto e ognuno si assumerà le sue responsabilità. Questi, amici e compagni, sono i fatti. Il resto sono solo parole.

 

Please reload

Perchè vogliamo essere un forza politica aperta all'intera società civile, fatta da tante anime diverse unite da valori comuni, che si confrontano democraticamente e che sono capaci di darsi un efficace punto di sintesi per il Bene Comune dei Cittadini.

Social Network
Link 
Perchè Plurale ?
Partito Democratico sito provinciale
Facebook
Twitter
Partito Democratico sito nazionale