Della Scuola e di Pensioni

May 12, 2015

 

 

Dire che sono rimasto sconcertato per le proteste del mondo della scuola rispetto alla proposta di riforma della scuola oppure per i cori di giubilo a seguito della sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni è forse troppo, ma che tutto ciò mi induca a qualche riflessione è certamente vero.

 

Da insegnante, per oltre trent’anni, non credo di aver mai mancato uno sciopero indetto dalla CGIL a cui ero e sono iscritto. Ora sono in pensione, ma se fossi stato ancora in servizio, avrei avuto qualche dubbio ad aderire. Negli anni in cui ho lavorato nel mondo della scuola ho potuto constatare come non tutti gli insegnanti o il personale ausiliario avessero le stesse qualità e lo stesso impegno; ciò nonostante le progressioni di carriera o gli stipendi erano inevitabilmente gli stessi; il merito era un concetto inesistente o quantomeno risiedeva solo nella coscienza di ognuno. Questo egualitarismo di facciata non ha certo contribuito ad elevare la qualità della scuola, ma mai nessuno è riuscito a trovare il modo di superarlo.

 

Forse assegnare solo ai dirigenti il compito di valutare è eccessivo (e qualche forma di valutazione collettiva è auspicabile) ma certamente non è da contrastare questo percorso in linea di principio. Sono dell'opinione che quando è necessario assumere responsabilità qualcuno debba pur farlo.

 

Altra questione: differenziare e adeguare i percorsi scolastici e i piani di offerta formativa alle esigenze di un determinato ambiente (territorio o progetto educativo innovativo) non mi pare per nulla sbagliato, non discrimina nessuno, anzi – ritengo – sia una delle chiavi per valorizzare le idee, le persone, elevare gli standard.

 

E' evidente che questa opzione possa portare a qualche diseguaglianza tra le scuole, magari metterle in competizione, ma evita l'appiattimento al ribasso che – questo sì – è quasi sempre penalizzante proprio per le categorie più deboli. Non è vero che i progetti innovativi e di qualità privilegiano le aree “più forti”, spesso nascono, si consolidano e fungono da esempio moltiplicatore proprio nei quartieri e nelle zone a criticità più elevata.

 

 

Pensioni: sapete chi ha costruito i ricorsi che hanno poi originato la sentenza della Corte Costituzionale? La lobby dei manager e dei dirigenti, non certo i pensionati del ceto medio che raggiungono i 2000 o 3000 euro lordi di pensione. Tanto meno la gran parte dei pensionati italiani che hanno livelli pensionistici più bassi.

 

A me non fa per nulla scandalo che qualcuno abbia definito “immorale” la restituzione “tout court” della mancata indicizzazione delle pensioni per i redditi medio alti, mi fa più specie sentire che la CGIL sia compiaciuta della sentenza. Auspico che sia possibile un nuovo provvedimento del Governo che – quantomeno – preveda il rimborso in termini inversamente proporzionale al reddito.

 

Per la lobby di cui sopra sarebbe uno smacco ed è possibile che facciano un altro ricorso; in cuor mio spererei che la Corte Costituzionale quest'altra volta possa avere più attenzione al bene comune. Personalmente (sono un pensionato con un reddito da pensione di circa 1.600 € al mese) sarei disponibile a non ricevere nulla e comunque a non richiedere nulla per il passato.

Please reload

Perchè vogliamo essere un forza politica aperta all'intera società civile, fatta da tante anime diverse unite da valori comuni, che si confrontano democraticamente e che sono capaci di darsi un efficace punto di sintesi per il Bene Comune dei Cittadini.

Social Network
Link 
Perchè Plurale ?
Partito Democratico sito provinciale
Facebook
Twitter
Partito Democratico sito nazionale

© 2015 by Partito Democratico Circolo di Omegna Cusio. Proudly created with Wix.com