Mobilità Globale: un opportunità che "ci attraversa" e che di cui dobbiamo essere consapevoli.

February 25, 2016

 

 

E’ stata di grande interesse e importanza la serata organizzata dal Circolo PD Omegna & Cusio il 19 febbraio scorso e incentrata sulla “Mobilità Globale. Un appuntamento da non perdere con il nostro futuro”. L’ospite principale, l’Architetto Paolo Foietta, Commissario di Governo per l’asse ferroviario Torino – Lione, in quasi un’ora di esposizione, senza mai tediare, ma con brillantezza e indiscussa competenza, ha coinvolto gli oltre cinquanta presenti, attenti e consapevoli di partecipare ad un approfondimento politico vero e mai banale, come raramente capita di questi tempi, quando invece imperversano dibattiti e talk show superficiali, caciaroni ed inutili.

 

Foietta ha spiegato che la Nuova Linea Torino Lione e un nuovo sistema della logistica servono perché siamo una potenza economica che produce e quindi importa, esporta e consuma e vuole continuare a produrre ricchezza e competere sul mercato globale; la scelta di integrarci nel sistema dei corridoi europei è dunque una necessità per competere nell’economia mondiale.

 

Negli ultimi 50 anni abbiamo accumulato un deficit infrastrutturale e logistico che dobbiamo superare e soprattutto perché il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del riscaldamento globale del pianeta richiede una modifica strutturale del modello della mobilità delle merci e delle persone.

 

Questi obiettivi sono stati analizzati da Foietta uno per uno partendo dalla descrizione dell’Italia come di una grande piattaforma adagiata nel Mediterraneo, accessibile via nave e limitata a nord dal vincolo della Alpi, limite fisico sormontato dalla storia solo attraverso il sistema dei passi, poi dei valichi, poi, oggi, dei tunnel. Ha messo a confronto le infrastrutture di attraversamento delle Alpi e fornito i valori di saldo import-export lungo le direttrici francese e tedesca.

 

Questi numeri ci dicono che la Nuova Linea Torino Lione- NLTL è fondamentale per l’interscambio economico dell’Italia: nel 2011 l’interscambio commerciale con i paesi europei raggiungibili via treno attraverso il settore ovest ha rappresentato il 30% dell’interscambio economico totale dell’Italia con il resto del mondo. L’attuale inadeguatezza delle infrastrutture ferroviarie però non trova adeguato livello di interconnessione con il sistema portuale e logistico italiano, che non intercetta i flussi di traffico nonostante la posizione favorevole: il sistema portuale per essere competitivo dovrebbe integrarsi con un moderno sistema ferroviario e di HUB.

 

 

Si sta assistendo ad un’evoluzione continua del naviglio e del sistema dei porti che tiene conto in Europa di una crescita costante del fattore ambientale e della sensibilità nei confronti dei volumi di emissione di gas serra in relazione alle rotte marittime (trasporto di container) e al trasporto interno delle merci. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – MIT sta lavorando ad un Piano Strategico Nazionale della portualità e della logistica.

 

Emerge dal ragionamento l’importanza del ruolo delle infrastrutture nell’economia dell’Europa e dell’Italia e del perché l’Europa partecipi con cospicui co-finanziamenti dei nove corridoi fondamentali. Un’analisi del gap infrastrutturale esistente rispetto al nuovo modello di trasporto merci evidenzia che il trasferimento modale da gomma a ferro si è verificato solo sugli assi più efficienti: la direttrice del Brennero, quella del Sempione/Loetschberg e quella del Gottardo. Ma il salto di qualità è frenato dal fatto che in 110 anni i treni sono radicalmente cambiati, ma l’infrastruttura che li sopporta risale al Risorgimento.

 

Da questa osservazione ed illustrando i contenuti del ben noto “Piano 20 20 20”, l’insieme delle misure della UE studiate per il periodo successivo al Protocollo di Kyoto, Foietta promuove la nuova linea Torino Lione come scelta anche ambientalista.

 

Il Piemonte si rivela centrale in un sistema di poli intermodali integrati ed operanti in sinergia per competere con i grandi Hub italiani ed europei, offrendo servizi costruiti sulla domanda del sistema economico produttivo per promuovere il trasporto ferroviario e l’intermodalità, dentro un sistema connesso sui porti liguri e sui grandi corridoi europei.

 

Un adeguato sviluppo dei porti e della logistica è cruciale per l’Italia per ridurre i costi di trasporto delle imprese e sostenere un settore ad alto valore aggiunto con impatto significativo sotto il profilo occupazionale; obiettivo è far crescere la competitività degli interporti, incentivando e sostenendo il trasporto combinato  E’ un sistema strategico che oggi gestisce un quantitativo di carichi ampiamente inferiore rispetto alle sue potenzialità : il sistema logistico piemontese può rinnovarsi e tendere al futuro afferrando la grande opportunità che si prospetta tenuto conto di due situazioni in costante evoluzione : lo spostamento dei flussi di merce su vettori marittimi di grandi dimensioni e la prossima apertura del Gottardo e del Ceneri.

 

Le Regione Piemonte può e deve essere fattore di coesione e difesa dell’intero sistema logistico piemontese per fornire alle imprese manifatturiere del territorio servizi e strutture logistiche competitive anche interfacciate alle componenti portuali.

 

Il vice presidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna ha approfondito questo aspetto di intervento sul territorio regionale e locale soffermandosi su interventi, sviluppo e prospettive per l’interporto SITO di Torino, l’interporto CIM di Novara, la rete intermodale di Rivalta, la piattaforma logistica di Orbassano.

 

Bisogna sviluppare e individuare le corrette scelte di adeguamento e di rilancio dell’intero sistema, pena la definitiva marginalizzazione di un territorio che non può più permettersi distrazioni o battaglie ideologiche di retroguardia sui temi delle infrastrutture di accesso, dell’integrazione modale e della funzione di distribuzione delle merci.

 

L’on Enrico Borghi ha affrontato la problematica nell’ottica della costruzione di una strategia sinergica dell’Unione Europea e del ruolo dell’Italia, presentando quanto si sta sviluppando in Parlamento e calando le prospettive di sviluppo sul nostro territorio che è collocato in una posizione strategica su uno dei corridoi di transito del sistema più importanti ed appetibili per lo sviluppo economico possibile.

 

Per dirla con una battuta sta passando un treno che non possiamo perdere e sul quale il nord Piemonte deve sapere e poter salire con cognizione di causa e di competenza.

 

In definitiva è stata una serata di grande “politica” di cui il Circolo PD di Omegna può andare orgoglioso.

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