Il ciclo dei rifiuti verso l'autonomia regionale con un ruolo strategico del VCO

 

Documento Unitario sul tema del Ciclo dei Rifiuti dei Circoli PD di Verbania, Domodossola e Omegna. 
 

Siamo Bravi!

 

Questo va detto, la nostra Provincia è e rimane una eccellenza nel panorama della raccolta differenziata in Italia.

Attualmente produciamo il 64% di raccolta differenziata e questo a fronte di un obiettivo per il 2020 definito dall’Unione Europea del 65%. Su dai, questo per noi vuol dire vincere facile!

Per non parlare della richiesta della normativa italiana del raggiungimento entro il 2020 del 50% di peso della raccolta complessiva dei rifiuti destinati a riutilizzo e riciclaggio. Questo è addirittura un risultato già raggiunto a livello regionale!!!

Che fare quindi? Beh facile, migliorarci oltre gli obiettivi europei e nazionali, continuare ad essere i primi della classe!

 

Ma come si diventa più bravi?

 

Per raggiungere questo obiettivo è necessario agire per:

  • la costruzione di una volontà politica di coesione del territorio che metta al centro la corresponsabilità di comuni e azienda pubblica nella definizione di strategie unitarie;

  • la costruzione di relazioni forti con i consorzi di comuni adiacenti al nostro perché si agisca il più rapidamente ed efficientemente possibile nella costruzione del nuovo Ambito Territoriale Ottimale (quadrante VCO-NO-BI-VC o fusione VCO-NO);

 

Cioè?

 

La normativa coinvolge il comparto esortando le comunità ad agire per progredire verso un'economia del riutilizzo e del riciclaggio di alta qualità delle risorse nella direzione dell’economia circolare che sempre meno ha nello sfruttamento delle materie prime la propria natura generatrice.

I principi che stabilisce sono sacrosanti e devono ispirare la continua riorganizzazione dei servizi e l’implementazione del sistema industriale del comparto:

- precauzione;

- azione preventiva e di riduzione dell’inquinamento alla fonte;

- chi inquina paga.

 

Ok ma nel concreto?

 

I servizi

 

Vanno attuate politiche che inducano nei prossimi 4 anni a raggiungere una raccolta differenziata media all'80%, ben oltre, quindi, degli obiettivi del 65%.

 

A tal fine bisogna puntare sulla promozione della cultura del buon senso e quindi della buona raccolta differenziata agendo nella comunità attraverso un coinvolgimento a tutto tondo dei cittadini, potenziando le buone campagne atte alla condivisione di un grande  progetto ambientale per il Territorio.

 

Bisogna fare valere il principio che chi inquina paga, agendo sui comportamenti dei cittadini che non producono  in maniera adeguata la propria differenziazione del rifiuto (stabilendo con i comuni criteri certi anche per il l’applicazione di sanzioni giuste degli atteggiamenti non idonei), sul miglioramento del servizio laddove non garantisca la dovuta pulizia (senza temere che ciò produca provvedimenti forti sul personale coinvolto) e soprattutto  sull’implementazione di sistemi di tariffazione puntuale che consentono di ottimizzare i costi di gestione, favorendo al contempo le migliori sinergie con le attività di riduzione dei rifiuti. In tal senso vanno standardizzate le buone pratiche presenti a macchia di leopardo sul Territorio, quali l’uso del sacco conforme, e migliorare i sistemi di identificazione certa dell’utenza e calcolo reale di rifiuto prodotto nonché rafforzare il ricorso all’autocompostaggio di singoli privati nonché quello collettivo.

E’, infine, auspicabile aderire ai sistemi di rete delle amministrazioni che adoperano buone pratiche, quali l’associazione comuni virtuosi alla quale fanno capo, tra le altre, realtà avanzate come Capannori e Trento, per individuare strumenti utili, già sperimentati, per raggiungere gli obiettivi.

 

Gli investimenti industriali

 

E’ ora di dare vita al piano di investimenti votato dai comuni nel 2014 integrandolo però con i processi di coinvolgimento del personale e dell’utenza.

Gli investimenti vanno condotti in sinergia con capitali privati e in coordinamento con la Regione che individua per questa area alcuni interventi. Tra questi individua l’ipotesi, nell’ambito territoriale di quadrante, dell’apertura di una discarica. Una ipotesi da scartare, poiché ha senso con un livello di differenziata al 65% ma non con un obiettivo medio, assolutamente possibile!, all’80%.

Va perseguito, invece, l’investimento previsto per il biodigestore. La Regione ne immagina due senza però individuare l’ATO di riferimento. Noi diciamo che ben si collocherebbe nel nostro Territorio, come da piano industriale di Conser VCO votato due anni fa.

Investimenti per la selezione della plastica e per il trattamento dei rifiuti del Verde sono percorsi essenziali sia per creare valore economico e quindi lavoro, sia per ridurre i trasporti di materiale verso le aziende a cui si conferiscono i suddetti rifiuti.

 

Si va bene si differenzierebbe di più, ma cosa ce ne guadagniamo?

 

Un diretto aumento delle unità lavorative connesse alle fasi di raccolta, riciclaggio, industria manifatturiera delle materie seconde. Uno studio di Esper, società specializzata nell’implementazione delle migliori pratiche di riduzione e riciclaggio dei rifiuti, stima un aumento del 23% dell’occupazione nel passaggio dal 65% all’80% di raccolta differenziata. Nel caso del nostro comparto significherebbero almeno 80 posizioni lavorative in più. 80 stipendi, risorse che si fermerebbero qui.

La nostra Provincia vanta già una qualità della vita, del paesaggio e dell’ambiente, della storia e della cultura di livello e coniugare tale predisposizione con l’impegno preciso e concreto di consumare meno territorio, meno energia e meno risorse per ottenere risultati migliori, aumentando il livello delle garanzie sociali ed ambientali, produrrebbe un potenziale di promozione del Territorio di grande effetto.

 

I Circoli PD di Verbania, Domodossola e Omegna

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