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Assemblea PD Omegna Cusio: l'intervento di Mario Cavigioli

December 19, 2016

 

Lavorare insieme è il principale strumento fondante una comunità politica etica ed efficace.

 

Il nostro Circolo in questi ultimi 14 mesi lo ha fatto e non è un caso che abbiamo oggi costruito un percorso onesto, strutturato e di cambiamento verso le prossime elezioni comunali cittadine.

 

Un percorso che vogliamo che sia anche vincente.

 

Il 4 Novembre dello scorso anno eravamo qui, in questa sala, ad approvare l’ipotesi di una Segreteria Unitaria che portava e porta il nome di Alessandro Rondinelli. Il 4 Novembre dello scorso anno io, in quell’occasione e a nome non solo mio, ma anche di un gruppo di persone che si erano messe in cammino con me per tentare di contribuire al Bene Comune della nostra Città, avevo dichiarato il sostegno a questa ipotesi di Segreteria Unitaria.

 

Lo avevo dichiarato perché portava con se un Direttivo costruito con spirito di inclusione dalla pazienza di Nadia e di Enrico e che vedeva rappresentate tutte le componenti. Lo avevo dichiarato perché portava con se una Segreteria costruita da Alessandro per poter coniugare rappresentatività, esperienza e vigore allo stesso tempo.

 

Ma più di tutto lo avevo dichiarato per tre doti personali di Alessandro di cui personalmente ero convinto: lealtà, capacità e consapevolezza politica.

 

Fra queste doti la più qualificante era proprio quest’ultima: la consapevolezza politica.

 

La consapevolezza politica che bisognasse essere sempre aperti verso la cittadinanza con ascolto comunicazione e accoglienza, di idee e di persone, senza paura del confronto. La consapevolezza politica che peraltro bisognasse connotarsi non solo per l’apertura, ma anche per la capacità di fare sintesi efficaci e innovative, per la capacità di scegliere e di delegare, per la capacità di agire con spirito di squadra e rifuggire da logiche personalistiche o delatorie verso gli avversari o da scelte di opportunità diverse da quelle dell’opportunità democratica di dare valore all’opinione dei cittadini.

 

E per finire, allora ci aveva convinto la consapevolezza che vi fossero comunque due mentalità diverse nel Partito non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale nel nostro piccolo Circolo, mentalità che si confrontavano in qualche caso con asprezza.

 

Un’affermazione che non negava un problema come primo passo per affrontarlo.

 

Un problema che oggi larga parte del Partito Democratico dimostra di avere ancora. Noi qui a Omegna forse no o certamente meno di altri.

 

Sono passati da allora quasi 14 mesi e la mia opinione è che Alessandro non abbia in nessun modo deluso le nostre aspettative, grazie anche a una squadra complessiva (segreteria e direttivo in cui erano compresi i nostri amministratori e i nostri consiglieri) che ha dimostrato di poterlo seguire.

 

Io credo che noi tutti non abbiamo deluso noi stessi rispetto alle premesse e agli obiettivi di questa Segreteria.

 

Certo qualcuno oggi, rispetto ad allora, non c’è più qui fra di noi. E guarda caso fra coloro che non ci sono più spiccano coloro che esprimevano le posizione più aspre di scontro fra due fronti antitetici.

Penso allora che oggi il confronto sia cambiato.

 

E che sia fra coloro che, pur partendo da posizioni diverse, hanno la volontà di convergere e di fare squadra e coloro che, per un motivo o per l’altro, invece non hanno questa intenzione. Posizioni lecite entrambe, ma ritengo che oggi in questo nostro Circolo prevalga in modo assoluto la prima, che è quella che condivido totalmente.

 

Chi la pensa diversamente da così ci taccia da una parte e demagogicamente di “non ascoltare”, cosa a mio giudizio non vera, e dall’altra, paradossalmente, di essere troppo attenti all’ascolto e quindi non efficaci.

 

Anche questa cosa non la ritengo vera.   

 

Penso invece che nessuno che voglia fare della politica una cosa seria possa permettersi di prendere scorciatoie demagogiche contrapponendo “ascolto” ed “efficacia”, che nella pratica sono in effetti valori che fanno fatica a coesistere, ma la vera politica è affrontare questo dualismo e trovarne una sintesi che non sia una mediazione al ribasso.

 

Questi quasi 14 mesi di lavoro penso abbiano ricordato a tutti che lo strumento utile e fondante per essere una comunità politica etica ed efficace sia il lavorare insieme e possibilmente molto. Ché nel lavoro le differenze di opinioni trovano sintesi e mediazione, mentre nella demagogia le differenze di opinioni diventano divaricazioni.

 

Ascoltare insieme, proporre insieme, decidere insieme, attuare insieme. Con lealtà e chiarezze interne ed esterne. Con incontri frequenti, con una comunicazione dignitosa, con verbali e relazioni del Segretario e poi con la volontà di essere concreti.

 

Tutte cose che sembra pacifico si debbano fare, ma che in pratica non è affatto scontato si facciano.

 

A molti livelli e luoghi all’interno del PD non mi sembra sia così ed è un peccato.     

 

Queste mie non sono belle parole di teoria, ma la rappresentazione distillata di un comportamento che abbiamo avuto qui e che, non a caso, ci ha portato a costruire un percorso onesto, strutturato e di cambiamento verso le prossime elezioni comunali cittadine.

 

Un percorso che vogliamo che sia anche vincente.

 

Abbiamo ad oggi due candidati di discontinuità rispetto al passato, anagraficamente giovani, politicamente nuovi, entrambi innamorati di questa città, entrambi con un carattere profondamente empatico con la cittadinanza (anche se in modo diverso) ed entrambi con valori di capacità da mettere a disposizione del bene comune (anche in questo caso con modalità diverse). Due candidati che in virtù dello spirito di questo Circolo oggi, che sopra ho citato, non si insultano anzi si ripromettono di governare insieme la città. E se ci sarà in questi ultimi giorni un terzo candidato dal mio punto di vista io dico: ben venga.

 

Dico tutto questo non per esprimere un giudizio sul già fatto, ma per esprimere un invito sul da farsi, umilmente a tutti i livelli:

  1. a Omegna e per le prossime elezioni comunali perché solo proseguendo su questa strada avremo una possibilità di vincere; dovremo combattere contro il vento della demagogia che soffia nel mondo e contro alcune specifiche questioni trattate demagogicamente (migranti, ospedale, scarsa popolarità del nostro Sindaco attuale), ma se manteniamo questa linea siano a mio giudizio l’unica forza di proposizione a disposizione della Città. Dovremo valorizzare questo, dal già fatto (che non è poco come si dice), al da farsi più o meno “colorato e creativo”;  

  2. a livello Provinciale, dove nel Partito Democratico andremo a rinnovo di ruoli e prerogative, perché si trovi il modo di costruire una segreteria e un’assemblea che siano convocate spesso come aperte, dunque si spera partecipate, attive e decisionali, attraverso la somma delle potenzialità dei nostri esponenti sul territorio e lasciando le divisioni solo ai livelli superiori nazionali: qui sul territorio dobbiamo trovare il modo per convivere senza avere ne vincitori ne vinti altrimenti saremo tutti vinti a breve;

  3. a livello nazionale perché ogni fase ha il suo modo e forse, anche a quel livello, oggi, la fase richiede ti trovare una chiave per far convivere una leadership forte e una forte propensione al cambiamento (a mia opinione indispensabili) con un concetto di pluralità di voci. Senza semplificazioni demagogiche ne dall’una ne dall’altra parte.

Assemblea del Circolo di Omegna del Partito Democratico - 16.12.17 - intervento di Mario Cavigioli

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